Crediamo siano scelte sbagliate,
che offrono risposte di carattere repressivo a problemi di ordine sociale che
non si risolvono allontanando chi è più in difficoltà.
I cittadini dei Comuni colpiti dal sisma vivono una situazione di estrema difficoltà a causa del ritardo delle risposte istituzionali: la prima tranche dei contributi per l’autonoma sistemazione deve ancora essere erogata, l’utilizzo degli alloggi sfitti nell’area del cratere è lasciato al buon cuore dei proprietari, con l’ovvia conseguenza che questa strada è risultata impraticabile in un contesto di aumento esponenziale del costo degli affitti, i container per gli sfollati arriveranno ad autunno avanzato. Il tutto in un contesto in cui il terremoto è vissuto dal Governo come una fastidiosa e spiacevole questione economica da affrontare nei limiti che iniqui tagli di spesa lasciano.
Questi ritardi e l’atteggiamento
irresponsabile del Governo hanno l’effetto di moltiplicare i disagi per tutti,
ma rischiano di diventare macigni insormontabili per chi è più in difficoltà ed
ha bisogno che gli impegni assunti da Errani e Monti siano rispettati al più
presto.
Di fronte ad una situazione in
cui ancora non si vede l’uscita dall’emergenza le ordinanze repressive sono una
sconfitta della politica, e auspichiamo che di fronte ad una situazione di
crescente disagio sociale altri Comuni del cratere non seguano questi esempi.

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