Il Ministero dell'Ambiente ha rispedito al proponente, alla Regione e ai Sindaci il progetto di Autostrada Cispadana richiedendo un preciso e coroposo elenco di integrazioni e chiarimenti al progetto che dovrà ora essere rivisto anche alla luce della sismicità del territorio.
Per chi da anni lavora per un modello di sviluppo
alternativo e quindi si batte per fermare questa devastante autostrada è un
risultato molto importante. Non è certamente la vittoria definitiva, anzi la battaglia
sarà ancora lunga, ma è un risultato che fa guadagnare credibilità e forza a
tutto il movimento che si batte contro la realizzazione di quest'opera.
Dalla Gazzetta
di Modena del 6 luglio 2013
Di Alberto Setti
Ventisei pagine
più pesanti del cemento. Le ha scritte il gruppo istruttorio della Commissione
di Valutazione di Impatto Ambientale presso il ministero dell’Ambiente, per
rispedire al mittente il progetto della autostrada Cispadana.
La sensazione
che si ricava tra decine di osservazioni, contestazioni e smentite stilate dai
tecnici ministeriali è che “il compito è da rifare”, perché manifestamente
insufficiente.
Formalmente
l’atto si qualifica come una “richiesta di integrazioni”, ma dalla lettura si
evince che il progetto mandato a Roma dopo tante rassicurazioni (anche ai
sindaci, poi beffati) è praticamente da... fare.
Non solo perché
mancano le analisi sismiche necessarie dopo il terremoto o perché, come
ampiamente previsto a suo tempo, non è stata “esplicitata la valutazione
comparata tra il progetto presentato (un’autostrada chiusa e a pagamento) e
l’alternativa strada a scorrimento veloce” che era l’ipotesi iniziale, ancora
oggi difesa da buona parte dei contestatori perché più utile e più integrata al
territorio.
La commissione
chiede documenti che comprovino come l’autostrada scelta dalla Regione (quella
in mezzo ai centri abitati) sia migliore delle “alternative progettuali di
tracciato” e in che misura incida sulla “funzionalità delle strade poderali,
dei sottovia, dei cavalcavia rispetto ai fondi agricoli interferiti...”.
La Commissione
chiede poi di “aggiornare le tavole di inserimento del progetto nella
cartografia degli strumenti di pianificazione urbanistica”. Si ricorderà infatti
che per il progetto della Cispadana sono state usate carte superate. In un
caso, per capirsi, era previsto un cavalcavia dentro la camera da letto di una
casa costruita ormai da anni.
La Commissione,
ancora, chiede dati aggiornati rispetto alla zonizzazione sulla qualità
dell’aria, e alla tutela dei siti archeologici che l’autostrada asfalterà o
impatterà e che in sostanza, non sarebbero stati sufficientemente presi in
considerazione negli atti giustificativi dell’arteria.
«Si richiede sia
valutata la coerenza del progetto con i Piani di Tutela e risanamento della
qualità dell’aria delle province interessate dall’infrastruttura». Poche
parole, queste, a significare che l’autostrada (pensata per intercettare il
traffico europeo Est-Ovest, oltre che per scaricare sulla Bassa parte del
traffico dell’autosole) importerà necessariamente inquinamento sul territorio,
sul quale occorreranno valutazioni coerenti - come? - con i piani di riduzione
dell’inquinamento stesso.
Le osservazioni
della Via chiedono la verifica delle distanze minime dagli insediamenti (altro
problema e “l’integrazione dello studio trasportistico”, con scenari e mappe
che chiariscano bene dove e come si scaricherà il traffico, problema questo
spesso minimizzato nelle assemblee pubbliche con le generiche rassicurazioni
che l’autostrada (Est-Ovest) abbasserà il traffico sulle direttrici Nord-Sud
(ovvero Bassa-Modena) che sono il vero problema. Critiche e censure piovono
anche sulle mitigazioni e compensazioni, sulla raffica di cave, sull’altezza
rispetto al piano di campagna di una infrastruttura che impatterà anche il
paesaggio... Quasi impossibile elencare tutto.
Resta piuttosto
una considerazione, ancora una volta sul tema della trasparenza e della
partecipazione. Le osservazioni sono infatti pervenute alle istituzioni ai
primi di giugno, e la commissione assegnava (da allora) 45 giorni per le
controdeduzioni. A distanza di 30 giorni nessuno ne ha parlato, nessuno ha
coinvolto i cittadini su un tema così delicato e così conteso. Chissà perché.
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